Appena 30 minuti fa ho postato sul mio facebook la frase “Abbiamo il maledetto vizio di legare le canzoni ai fatti”, la suddetta frase è scritta e cantata da me e ha ricevuto subito dei mi piace.
Ora mi domando, se sapessero che fosse mia cosa direbbero?
Personalmente provo parecchio fastidio per chi non ascolta, quindi solo ed esclusivamente se siete degli ascoltatori guardatevi questi due video.
Se a qualcuno di voi piacciono le canzoni d’amore invece si limiti ad ascoltare Aria che è la sola canzone d’amore che abbia mai fatto.
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Lasciare tutto, lasciare che gli avvenimenti scorrano come devono andare; come ha previsto il destino, se davvero esiste.
Tentare di cambiarli a tutti i costi nella speranza di modificare il futuro.
Cambia qualcosa? Fondamentalmente no.
Perché alla fine il futuro è quel che sarà, a volta faticando non si otterrà nulla, a volte restando seduti sulla poltrona si guadagnerà ciò che si desidera.
Non sta alla nostra mente decidere il comportamento da assumere, è l’istinto che bisognerebbe seguire.
Ma gli stimoli non sono forse rielaborati dal cervello che poi li esprime in pensieri e concetti?
Come si può allora seguire solo gli impulsi, se non tornando ad essere animali?
Trova la soluzione a questo problema, rendendo l’uomo capace di suddividere istinto e ragione, non solo bilanciandoli; e troverai la soluzione a molti dilemmi della nostra specie.
Equilibrare aiuta, ma non sempre: è come non dire né si né no, in conclusione ti ritrovi al punto di partenza.
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Oggi resterò sul classico.
Ho intenzione di presentarmi.
Come già detto mi chiamo Daniele.
Vivo a Santa Margherita, a 30 km da Genova.
Tutti conoscono tutti e in fin dei conti è uno schifo.
Il diverso è giudicato e non c’è molto spazio per gente con un pò di cervello.
Scrivo perchè penso, penso perchè mi guardo attorno.
Attorno cosa c’è? Ognuno ha diritto di pensarla come vuole.
Non è una grande presentazione ma il miglior modo per presentarsi è l’atteggiamento e ciò che si pensa, mi limiterò a proseguire questo blog.
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Ebbene si, ho deciso di sfruttare quest’innovazione tecnica e divertirmi un po con wordpress per androidi.
Già in anticipo premetto che potrei non scrivere tutto corretto: io e i touch (e qualsiasi telefono in generale) non andiamo granchè d’accordo.
Però almeno avrò qualcosa da fare nei momenti di noia in classe o nel dover far passare il tempo stando seduto al bar con personaggi noiosi fino alla morte che ogni santo minuto te lo diluiscono all’infinito.
Ma ho la sfiga di vivere in un paese di provincia dove tenere nascosti i propri affari è un’impresa da eroe e dove la gente è quella che è.
Credo che in ogni cosa ci siano pregi e difetti e che ci sono momenti in cui è giusto apprezzarne i pregi per godersela, e le volte in cui è meglio smadonnarne i difetti per forma di difesa e distacco.
Sta tutto nel bilanciare in maniera fluida e omogenea,per potersene sbattere abbastanza da non aver problemi con gli altri, e allo stesso tempo trovare il bello e apprezzare le cose.
Senza mai illudersi vedendo tutto troppo bello, senza mai chiudersi pensando che sia tutta merda.
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Ebbene, ci si avvicina molto lentamente ad un 2012 che non credo porterà grandi novità.
Io, tra piccole parentesi, sono Daniele.
Se sei uno di quei pochi sfortunati che ha mai sentito una mia canzone potresti conoscermi anche come SolitarYo.
La mia faccia la trovi direttamente sul mio sito ufficiale ma non abbastanza: www.solitaryo.altervista.org
Diciamo che mi piacerebbe essere uno che con le parole ci sa fare, uno che canta e che sa piacere, ma nella realtà delle cose con le parole mi ci picchio spesso e volentieri e la mia voce non mi consente nemmeno di poter dire di avere un minimo di talento da rapper.
Con calma però, non farti idee strane, non faccio il rapper perchè va di moda, faccio il rapper perchè credo che sia il modo migliore dove concentri qualsiasi tipo di influenza musicale e dove dici qualsiasi cosa. Difatti il mio primo “album” se si può chiamare così è stato “inciso” con un registratore su nastro in accappella: anno 2005.
Non sono il miglior paroliere, quello che sa arrivare al cuore, ma me la cavicchio e non registro più su cassette e nemmeno con i microfonini da videochat.
Ho lavorato e i pochi soldini li ho buttati nella cosa che amo, che amo a modo mio.
Si perchè non sono nemmeno l’esperto in materia, non sono il tipo che ascolta solo rap o che è infognato con la cosidetta old school o che pure ascolta il rap innovativo, non sono quello che gira col new era coi pantaloni larghi e le scarpe da skate no, quella fase l’ho passata da un pò di tempo, ora preferisco vestirmi con dei jeans normalissimi, un paio di all star, una maglietta qualsiasi, un maglione o una felpa e la giacca se fa freddo.
Il rap non è questione di apparenza ma di testa, non è questione di conoscere tutti i rapper del mondo e saperne citare i pezzi ma è questione di libertà di pensiero, che ora manca a molti.
Per quel che mi riguarda faccio rap non per fare soldi cosa che dubito farò, ma semplicemente per dire la mia, magari trovando qualcuno con cui poter parlare, con cui mettere in discussione i miei pensieri, magari invece aprendo gli occhi a qualcun’altro.
Tutto qui.
Ora ti lascio stare ti ho già rubato troppo tempo è meglio se torni a controllare le notifiche su facebook, ci ritroviamo al prossimo post se non sai come perdere il tuo tempo.
Ciao.